18 maggio 2008

Walter Burani sospettato di spiare un amministratore delegato


Milano, «WALTER BURANI ha chiarito la sua posizione» ed ha ammesso di aver chiesto regolari controlli alla società Italcons srl, azienda milanese che si occupa di investigazioni private. Così l’avvocato Romano Cosri spiega la vicenda giudiziara nella quale è incappato il marito della stilista Mariella Burani, accusato di avere ingaggiato due «007» privati (che sono stati arrestati) per tenere sotto controllo l’amministratore delegato della Greenvision, Andrea Siniscalco. I due «007» milanesi sono stati invece arrestati con l’accusa di intercettazione ambientale abusiva, violazione di domicilio e furto. Si tratta del direttore generale della Italcons, Giorgio Dragani, e del tecnico installatore della stessa società Walter Muzio, un esperto che tra l’altro lavora come consultente per forze di polizia e la Procura di Milano ed è considerato uno dei massimi esperti italiani del settore. «Il socio di maggioranza di Greenvision Ambiente Walter Burani sospettando infedeltà dell’amministratore delegato Andrea Siniscalco — spiega l’avvocato Romano Corsi — aveva dato incarico a questa società d’investigazione (Italcons srl ndr) per fare indagini per verificare eventuali atti di concorrenza sleale o altri comportamenti lesivi dell’interesse della società». «In particolare l’azionista Walter Burani aveva richiesto una attività di bonifica dei locali aziendali» spiega Corsi. La cimice era stata messa nella bocchetta dell’aria condizionata. Controllava tutto quello che faceva e diceva Siniscalco, amministratore delegato nonchè socio di minoranza (al 13%) della Greenvision Ambiente Spa, società di engineering ambientale quotata in borsa, di proprietà di Burani, che evidentemente nutriva sospetti su Siniscalco, titolare di una società di biotecnologie. L’inchiesta è condotta dal pubblico ministero milanese Maurizio Romanelli; gli arresti sono stati avallati dal giudice delle indagini preliminari Paola Belsito. Il presunto spionaggio sarebbe avvenuto in via Turati a Milano, nell’ufficio dell’ad: qui i due tecnici arrestati hanno installato la microspia e, sempre rispettando i desideri del committente, avrebbero sottratto alcuni documenti riservati. Burani nutriva dubbi sulla fedeltà aziendale del dirigente. Informazioni riservate, secondo il padrone del gruppo, erano passate alla concorrenza, e aveva avuto i lsnetore anche di presunte falsificazione di pratiche amministrative. Così avrebbe deciso di attuare il controllo. Ma l'amministratore delegato intuisce qualcosa dopo che alcune informazioni comunicate durante conversazioni riservate sono giunte alle orecchie di terzi.
Ai primi di marzo la vittima ingaggia altri investigatori privati che, dopo aver rilevato la presenza della microspia, celano una telecamera nell'impianto dell'aria condizionata. Qualche giorno dopo, l'occhio elettronico inquadra i due investigatori dell'Italcons che si introducono, di notte, nell'ufficio dell'amministratore. Scatta così la denuncia. Ora i due investigatori privati dovranno rispondere di violazione di domicilio, intercettazioni abusive e furto. Nel consiglio d’amministrazione di Greenvision siede anche Giovanni Burani, uno dei figli di Walter e Mariella, che è alla guida della holding di famiglia i cui interessi spaziano dalla moda agli integratori alimentari. ( Il Resto del Carlino)

15 maggio 2008

CASSAZIONE: SPIA LA MOGLIE CON UNA CIMICE IN TELEFONO, CONDANNATO


ROMA - I mariti, per gelosia, non possono mettere le 'cimici' nel telefono della casa coniugale per controllare le conversazioni della propria consorte della quale sospettano l'infedeltà. Lo sottolinea la Cassazione. Infatti la Suprema corte - sentenza 19368 della Quinta sezione penale - ha confermato la condanna (la cui entità non è riportata in sentenza) nei confronti di un libero professionista di Gela che, temendo di essere tradito dalla moglie, aveva installato un apparecchio per intercettare le conversazioni telefoniche della dolce metà. Senza successo Giuseppe A. (54 anni) ha provato a discolparsi, in Cassazione, sostenendo che la 'cimice' gli serviva non già per spiare la moglie ma per "individuare l'autore di molestie telefoniche indirizzate anche verso la figlia minorenne". Ma i giudici di Piazza Cavour non gli hanno creduto perché da una perizia era emerso che quell'apparecchio non poteva individuare alcuna utenza ma solo registrare le conversazioni. Era stata proprio la moglie del professionista, Vincenza S., a scoprire casualmente "l'aggeggio" nascosto nel telefono: la donna presentò denuncia "indicando la probabile ragione nella indagine che conduceva il geloso consorte sulle sue supposte amicizie extra-coniugali". Ora Giuseppe ha pagato caro il suo temperamento da 'Otello'. (Ansa)

13 maggio 2008

Operazione "Alligatore" 17 arresti per intercettazioni illegali


I carabinieri del nucleo investigativo di Roma hanno arrestato 17 persone nell'ambito di un'inchiesta su intercettazioni illegali. Le persone arrestate sono amministratori e collaboratori di agenzie investigative della capitale, ma anche di Torino, l'Aquila e Arezzo, sono accusate di aver intercettato illegalmente conversazioni o aver avuto accesso abusivo in sistemi informatici, installando senza averne l'autorizzazione apparati di intercettazione.L'indagine, denominata operazione "Alligatore", è partita dopo che un uomo ha portato la sua macchina dal meccanico perché la batteria si scaricava troppo velocemente, e si è sentito dire che l'auto era piena di microspie, hanno spiegato gli inquirenti in una conferenza stampa, alla presenza del Garante della privacy Francesco Pizzetti. L'indagine ha riguardato principalmente l'agenzia di investigazioni private «Professional Detective» che ufficialmente operava in Abruzzo ma che aveva la sede operativa a Roma, e la ditta di apparati di sicurezza «Alpha Security» di Roma, che curava l'attività di installazione e di intercettazione abusiva. Le persone che lavoravano in queste società avrebbero messo in piedi una vera associazione a delinquere, stabilmente dedita a varie attività illecite nel settore delle investigazioni private. Nell'inchiesta sono coinvolte anche altre quattro agenzie: "MI 6 Sicurezza Investigazioni", "Romapol", "S.I.A. Investigazioni" di Roma e la "Iride Serizi per la Sicurezza" di Torino i cui titolari sono stati arrestati per aver acquisito informazioni riservate da pubblici ufficiali dietro il versamento di somme di denaro.
Le agenzie operavano anche in collegamento tra di loro, acquisendo materiale dalle banche dati della polizia e da società telefoniche e incassando per ogni tabulato da 150 a 600 euro. Secondo il gip Marco Patarnello, che ha ordinato gli arresti, "dalle indagini emerge uno spaccato del mondo investigativo privato che si associa illecitamente per fini di profitto operando oltre le prerogative previste dalla legge".
Tra gli arrestati ci sono nove investigatori privati, quattro tecnici esperti di intercettazioni, tre appartenenti alle forze dell'ordine e un funzionario dell'agenzia delle entrate. Di questi, otto sono indagati anche per il reato di associazione a delinquere. Tra le trenta persone indagate ci sono anche due avvocati. Decine di perquisizioni sono state eseguite in Abruzzo, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna e Lazio.

8 maggio 2008

Messico: strage donne a Ciudad Juarez, uccisa capo polizia



Ancora un brutale omicidio al femminile a a Ciudad Juarez, la città dello Stato messicano di Chihuahua ormai divenuta famosa per essere teatro da anni di centinaia di misteriose morti di donne, per lo più giovani, e a cui nessuno a potuto dare finora una risposta certa. Questa volta un commando armato è entrato in azione ieri sera puntando alto: la vittima è il commissario Berenice Garcia Corral, 32 anni, responsabile della Sezione Reati sessuali della locale polizia.
Secondo un resoconto diffuso dal ministero della Giustizia di Chihuahua, gli aggressori armati di fucili AK-47 hanno bloccato la donna "mentre si trovava nel garage sparandole ripetutamente". Patricia Gonzalez Rodriguez, titolare della locale Procura, ha dichiarato alla stampa che probabilmente l'omicidio della Garcia, che "era uno dei migliori elementi dell'organismo", va "messo in relazione con alcuni casi di cui si stava occupando".
Ciudad Juarez, che è vicina alla frontiera con gli Stati Uniti, è al centro di attività di organizzazioni di narcotraffico, ma dal 1993 è anche teatro di una impressionante serie di omicidi e di misteriose sparizioni. Le vittime sono in massima parte donne: almeno in 423 sono state assassinate o si sono come volatilizzate nel nulla.
Questa tragedia è stata definita "una vergogna nazionale" da José Luis Soberanes, ombudsman (difensore civico) di Città del Messico e presidente della Commissione nazionale dei diritti umani (Cndh), che in gennaio ha pubblicato uno spietato rapporto trasformatosi in un "j'accuse" per tutti i governi che in questi 15 anni si sono occupati della vicenda.
La sistematica uccisione di donne, per lo più giovani, di pelle scura e con i capelli lunghi, e non di rado operaie delle fabbriche di montaggio ("maquilladoras") costruite alla frontiera con gli Stati Uniti, ha anche offerto lo spunto per il film "Bordertown", con Antonio Banderas e Jennifer Lopez nelle vesti di una giornalista che indaga, e a cui Amnesty International ha assegnato il suo premio Artista per Amnesty. (ats)

6 maggio 2008

MARCELLETTI AGLI ARRESTI DOMICILIARI


PALERMO - Carlo Marcelletti, direttore della Divisione di Cardiochirurgia pediatrica del Civico di Palermo, é agli arresti domiciliari con l'accusa di concussione, truffa e peculato. Il provvedimento è stato adottato nell'ambito di un'indagine condotta dalla Finanza e dalla Mobile di Palermo.Il gip di Palermo, che ha accolto la richiesta della procura delle repubblica di Palermo, ha ritenuto sussistenti a carico di Marcelletti due episodi di concussione, 5 di truffa aggravata al servizio sanitario nazionale e 8 di peculato ai danni dell'ospedale Civico. Gli investigatori hanno eseguito a Palermo e nel Lazio diversi decreti di perquisizione e sequestro, nei confronti di imprenditori e societa' operanti nel settore delle forniture sanitarie, aggiudicatari di appalti banditi dall'azienda ospedaliera del Civico. L'indagine e' stata avviata in seguito a una denuncia contro ignoti per minacce, presentata da un familiare di un appaltatore dell'Azienda Civico.

SOMME DENARO PER RICOVERI - Si sarebbe fatto dare indebitamente dai genitori dei pazienti somme di denaro, sotto forma di donazioni all'associazione Abc (Associazione per la cura del bambino cardiopatico-Onlus), da lui presieduta e gestita, in cambio di una "corsia preferenziale" idonea ad assicurare ai degenti e al genitore-accompagnatore una sistemazione migliore rispetto a quello di un ricovero ordinario. E' una delle accuse contesatte dalla procura di Palermo al cardiochirurgo Carlo Marcelletti, direttore della Divisione di Cardiochirurgia pediatrica del Civico di Palermo, agli arresti domiciliari per truffa, concussione e peculato. L'inchiesta, coordinata dal pm Fabrizio Vanorio, è condotta dalla Mobile e dalla Finanza. In questo modo, secondo gli inquirenti, sarebbero stati sottratti all'azienda sanitaria pubblica ricavi economici che le sarebbero spettati sulla base del regime di cura intramoenia, con condotte fraudolente: da qui l'accusa di truffa aggravata. Secondo le Fiamme Gialle, poi, la destinazione delle somme a un'associazione solidaristica sarebbe stata solo apparente. Dalle indagini sarebbe emersa una gestione illecita dell'ente da parte di Marcelletti. Infatti, buona parte dei fondi dell'associazione Abc sarebbe stata utilizzata per scopi estranei alle finalità dell'ente, tra cui cene e viaggi organizzati dal cardiochirurgo insieme a persone estranee all'associazione. Infine, Marcelletti si sarebbe appropriato di somme incassate nell'ambito delle attività di visita specialistica che egli svolge all'interno dell'Arnas Civico, che avrebbero dovuto essere riversate nelle casse.

INDAGATO ANCHE PER PEDOPORNOGRAFIA - Il cardiochirurgo Carlo Marcelletti è indagato dalla Procura di Palermo anche per il reato di detenzione di materiale pedopornografico. La notizia ha trovato conferma negli ambienti giudiziari.

CIVICO: PRONTI A COSTITUIRCI PARTE CIVILE - "Qualora le accuse gravi e pesanti nei confronti del cardichirurgo Carlo Marcelletti dovessero essere confermate, l'Azienda ospedaliera Civico si costituirà parte civile per tutelare la propria posizione". Lo ha detto il direttore generale dell'Arnas Civico di Palermo, Francesco Licata di Baucina, commentando la notizia degli arresti domiciliari disposti dalla magistratura nei confronti del primario della Cardiochirurgia pediatrica dell'ospedale. Secondo la Procura di Palermo, il cardiochirurgo si sarebbe fatto dare indebitamente dai genitori dei pazienti somme di denaro, sotto forma di donazioni all'Associazione per la cura del bambino cardiopatico-Onlus da lui presieduta, in cambio di una "corsia preferenziale" per i ricoveri. Marcelletti si sarebbe inoltre appropriato di somme incassate nell'ambito delle attività di visita specialistica svolta all'interno dell'Arnas Civico, che avrebbero dovuto essere riversate nelle casse dell'ente pubblico, fatti salvi i successivi conguagli degli onorari spettanti al medico. "L'Azienda Civico - ha aggiunto Licata di Baucina - ha sempre collaborato con la magistratura quando si sono svolte indagini che hanno coinvolto i propri dipendenti".

QUESTORE PALERMO, INDAGINE RIGOROSA - "Quella a carico del cardiochirurgo Carlo Marcelletti è una indagine condotta dalla mobile di Palermo con il massimo rigore e riserbo e non riguarda le capacità professionali del medico". Così il questore di Palermo, Giuseppe Caruso, ha commentato l'inchiesta condotta congiuntamente dalla polizia e dalla finanza che ha portato all'emissione di un provvedimento di arresti domiciliari per il cardiochirurgo Marcelletti, accusato di truffa, peculato e concussione. L'inchiesta è coordinata dal Pm di Palermo Fabrizio Vanorio. (Ansa)

2 maggio 2008

VIOLENZA SESSUALE: MAROCCHINO SCARCERATO PER ERRORE NOTIFICA


PADOVA - Un marocchino accusato di stupro ai danni di una ragazza di 14 anni della bassa padovana è stato scarcerato per decorrenza dei termini. L'uomo, Samid Abdelghani di 26 anni, è tornato libero perché la segreteria del pm Roberto Lombardi ha notificato la chiusura delle indagini solo a uno dei due difensori dell'extracomunitario. Il gup Paola Cameran non ha potuto che accogliere la richiesta di nullità del decreto di rinvio a giudizio avanzata dai legali, disponendo per il marocchino l'obbligo di dimora a Lendinara (Rovigo). Come ricordano alcuni quotidiani locali la ragazzina venne aggredita da due stranieri, uno dei quali mai rintracciato, nel tardo pomeriggio del 23 febbraio 2007 in una strada periferica di Este (Padova). Da quanto raccontato dalla giovane l'azione criminale dei due venne disturbata dal passaggio di un'auto che li distrasse permettendo alla quattrodicenne di divincolarsi e fuggire. Qualche settimana più tardi la stessa vittima, in compagnia del padre, riconobbe Samid all'interno di un centro commerciale facendolo arrestare. La scorsa settimana, sempre l'ufficio dello stesso pm padovano scarcerò per decorrenza dei termini 13 tra rumeni e moldavi accusati di saccheggio. (Ansa)

30 aprile 2008

Assegni: da oggi nuove regole

Ecco le sei regole principali che l'Abi (Associazione bancaria italiana) ricorda ai clienti.

1) Gli assegni bancari, circolari o postali con un importo pari o superiore a 5.000 euro dovranno riportare la clausola "non trasferibile".

2) Chi vuole continuare ad utilizzare assegni in forma libera, per importi inferiori a 5.000 euro, può farlo con una richiesta scritta alla propria banca e per ciascun assegno rilasciato o emesso in forma libera senza la dicitura "non trasferibile" è previsto dalla legge il pagamento di un'imposta di bollo di 1,50 euro che la banca verserà allo Stato.

3) I vecchi carnet di assegni, emessi prima dell'entrata in vigore delle nuove misure, potranno essere usati fino al loro esaurimento, e per importi pari o superiori a 5.000 euro è necessario "'validarli" inserendo la clausola di "non trasferibilità".

4) Sugli assegni in forma libera ogni girata, pena la sua nullità, dovrà riportare il codice fiscale di chi la effettua.

5) Gli assegni intestati a "me medesimo" o "m.m" possono essere girati per l'incasso soltanto presso uno sportello bancario o postale, vengono considerati "non trasferibili" e possono essere incassati unicamente dall'emittente, che non può girarli ad altri.

6) Il saldo dei libretti di deposito al portatore non potrà essere pari o superiore alla somma di 5.000 euro. Per quelli in essere è prevista l'estinzione o la riduzione alla soglia stabilita dalla legge entro il 30 giugno 2009.