22 aprile 2009

Stalking è legge


Roma - Sì al reato di stalking nel codice penale, pene più severe per chi commette uno stupro e gratuito patrocinio per le vittime di violenza sessuale. Sono queste alcune norme contenute nel decreto legge sulla sicurezza che ha avuto oggi l’ok definitivo del Senato.
Atti persecutori (Stalking) Viene punito - salvo che il fatto non costituisca un reato più grave - con il carcere da sei mesi a quattro anni chiunque minaccia o molesta qualcuno in modo da causare ’un perdurante e grave stato di ansia o di paurà o da far temere per la propria incolumità, per quella di un familiare o di qualcuno con cui si ha una relazione affettiva. Il reato è aggravato se commesso da un ex o da qualcuno con cui la vittima abbia avuto una relazione reclusione da uno a sei anni se il reato è commesso in danno di minore, donna incinta o di una persona disabile. Si procede su querela della persona offesa che deve denunciare i fatti entro sei mesi. Il magistrato può procedere d’ufficio in ogni caso in cui la vittima sia un minore o una persona con disabilità.
Autorità di pubblica sicurezza
La norma contenuta nel decreto ’anticipà la possibilità di intervento del questore. Fino a quando non presenta la denuncia di stalking, la vittima può rivolgersi alle forze dell’ordine e chiedere l’intervento del questore che verificate le informazioni, ammonire il soggetto e adottare eventuali provvedimenti in materia di armi e munizioni.
Divieto di avvicinarsi alla vittima il giudice prescrive all’imputato nei luoghi abitualmente frequentati dalla vittima o di mantenere comunque una determinata distanza da essa, può anche stabilire che l’imputato non si avvicini alle persone vicine o comunque legate alla vittima ed impedirgli di comunicare in qualunque modo con queste.
Numero verde
viene istituito un numero verde presso il dipartimento per le pari opportunità a favore delle vittime di stalking, attivo ventiquattro ore su ventiquattro per fornire un servizio di prima assistenza psicologica e giuridica alle vittime e per comunicare, nei casi di urgenza, e su richiesta della vittima, i reati segnalati. Le forze dell’ordine e i presidi sanitari che ricevono notizia del reato di stalking hanno l’obbligo di fornire alla vittima tutte le informazioni su centri antiviolenza e provvedono direttamente a mettere in contatto la vittima che lo richieda con essi.
Custodia cautelare in carecere per alcune fattispecie di delitti in materia sessuale: violenza sessuale, violenza sessuale di gruppo, atti sessuali con un minorenne, induzione alla prostituzione minorile, pornografia minorile.
Ergastolo
Prevista la pena dell’ergastolo nel caso in cui sia cagionata la morte della vittima della violenza sessuale, di atti sessuali con minorenne, violenza sessuale di gruppo, stalking. Viene previsto l’arresto in flagranza nei casi di violenza sessuale e violenza sessuale di gruppo. Giro di vite sui benefici penitenziari per chi è condannato per delitti a sfondo sessuale.
Gratuito patrocinio
le vittime del reato di violenza sessuale possono essere ammesse al gratuito patrocinio anche in deroga ai limiti di reddito che la legge prevede.

INDAGINI ILLEGALI: CONSULTA,NORMA IN PARTE ILLEGITTIMA


ROMA - E' in parte illegittima la norma che impone la distruzione dei documenti e delle intercettazioni ritenute illegali. Lo ha deciso la Corte Costituzionale che ha così accolto parzialmente la questione sollevata dal gip di Milano Giuseppe Gennari nell'ambito del procedimento che vede imputati, tra gli altri, l'ex capo della Security di Telecom Italia, Giuliano Tavaroli.
La norma bocciata dalla Corte riguarda la nuova formulazione dell'art. 240 del codice di procedura penale modificato dal decreto, poi convertito in legge nel novembre del 2006 con voto bipartisan, con cui il governo Prodi intervenne all'indomani dell'arresto, tra gli altri, di Giuliano Tavaroli, ex capo della security di Telecom, dell'investigatore privato Emanuele Cipriani e dell'ex capo della sicurezza informatica Fabio Ghioni.
La norma imponeva la distruzione di tutto il materiale illegalmente acquisito (comunicazione telefoniche, telematiche, etc) in un'udienza camerale celebrata dal gip che pero' avrebbe dovuto redigere un verbale riassuntivo di quanto distrutto. La Corte - si legge in una nota di Palazzo della Consulta - ha dichiarato l'illegittimita' dell'art 240 del codice di procedura penale in due punti: i commi 4 e 5, nella parte in cui non prevedono l'applicazione delle stesse regole fissate per l'incidente probatorio (art.401,commi 1 e 2) durante l'udienza per la distruzione dei documenti; il comma 6, ''nella parte in cui non dice che il divieto di fare riferimento al contenuto dei documenti, supporti e atti nella redazione del verbale'' di distruzione ''non si estende alle circostanze inerenti la formazione, l'acquisizione e la raccolta degli stessi documenti, supporti e atti''. (Ansa)

18 aprile 2009

VIA POMA: CHIUSA INDAGINE, RISCHIO PROCESSO EX FIDANZATO


ROMA - La procura di Roma ha chiuso l'inchiesta sull'omicidio di Simonetta Cesaroni, l'impiegata uccisa con 30 coltellate il 7 agosto 1990, ed ha depositato gli atti. Raniero Busco, ex fidanzato di Simonetta, indagato per omicidio volontario, rischia ora di finire sotto processo.
A firmare l'avviso di chiusura indagine sono stati il procuratore della repubblica Giovanni Ferrara ed il titolare degli accertamenti, il sostituto Ilaria Calo'. Alla base dell'iniziativa della magistratura gli esiti peritali compiuti, ultimo dei quali ha stabilito che il morso trovato sul seno sinistro di Simonetta, e lasciato, secondo gli esperti, al momento dell'omicidio, e' compatibile con l'arcata dentale di Busco.
L'accertamento tecnico, svolto da due medici legali e da due chirurghi dentisti, e' consistito nella sovrapposizione dell'impronta dei denti dell'indagato con le immagini del morso. Per la procura contro Busco c'e' inoltre anche l'analisi del Dna estrapolato da una traccia di sangue commisto trovata sulla porta dell'appartamento dove fu massacrata Simonetta. Secondo gli esperti il test ''non permette di escludere ne' di confermare la presenza del materiale genetico di Raniero Busco''.
L'ex fidanzato di Simonetta fini' al centro dell'inchiesta a 17 anni dal delitto in seguito alla scoperta di una traccia di saliva sul corpetto che indossava la Cesaroni. Anche l'alibi di Busco, per la procura, non e' considerato sufficiente. L'uomo sostenne che al momento del delitto si trovava in compagnia di un amico ma questi nego' affermando che quel giorno era al funerale di una parente a Frosinone.
''Ho comunicato a Raniero Busco il ricevimento dell'avviso di chiusura indagine. Non ha accolto bene la notizia. Lui si e' sempre proclamato innocente''. Cosi' l'avvocato Paolo Loria, difensore di Busco commenta la decisione della procura di Roma di depositare gli atti.
Procedura, questa, che anticipa la richiesta di rinvio a giudizio dell'indagato. ''Adesso esamineremo le perizie - ha aggiunto Loria - tutte le risultanze istruttorie. Quindi valuteremo quali problematiche si prospettano per la difesa anche perche' non e' sicuro che si arrivi ad un processo''. (Ansa)

16 aprile 2009

ALLARME FURTI NELLE CHIESE


Preoccupati. Minacciati. Vittime di furti che si ripetono di notte, ma anche di giorno, nei momenti e nei luoghi più impensabili. Costretti a mediare tra la loro funzione, quella per eccellenza votata all'accoglienza e alla comprensione, e la necessità di tutelare se stessi, la loro comunità e i beni di cui sono circondati. Hanno paura i preti di Roma. Bersaglio sempre più indifeso di ladri e malintenzionati. Alcuni di loro, dopo vari episodi cruenti che si sono verificati nelle parrocchie, si sono rivolti agli investigatori privati. «Cercano un po' di sicurezza dopo aver subito numerosi furti - racconta Bernardo Ferro, titolare dell'agenzia "La segretissima" - E così si sono rivolti a noi». Quattro i casi trattati lo scorso anno, in crescita a partire dallo scorso Natale in questi quattro mesi del 2009. La richiesta: installare microcamere nelle chiese, puntate soprattutto verso le cassette delle offerte, bersaglio prediletto dai disperati, o verso reliquie e icone sacre, dall'alto valore religioso e artistico. Una tecnica che funziona: come ha dimostrato il caso della chiesa di Sant'Erasmo a Castel Goffredo, in provincia di Mantova: da sei mesi era finita nel mirino dei ladri, che scassinavano le cassette delle offerte destinate ai poveri della comunità. Il parroco, stanco dei furti subiti, dopo innumerevoli avvertimenti ha incastrato il professionista dello scasso riprendendolo con una telecamera e fotocopiando le banconote delle offerte. A Roma molti ci hanno pensato, qualcuno è passato all'azione. «Abbiamo ricevuto l'incarico di installare microcamere da una parrocchia vicino a via dell'Olmata e da un'altra nei pressi del parco della Caffarella - racconta l'investigatore Ferro - Perché i preti non sanno più come difendersi. Qualcuno lo ha fatto più che altro per scoraggiare eventuali futuri avventori dopo essere stati vittime di vari furti, uno di seguito all'altro». Un fenomeno, quello dei ladri nelle chiese, che si sta intensificando in questi ultimi mesi nella Capitale. Una vera e propria emergenza sicurezza che colpisce indistintamente dal centro alla periferia. Erano state sottratte il 18 marzo scorso. Duecento reliquie di santi trafugate dalla cattedrale della diocesi di Porto Santa Rufina alla Storta. I resti dei religiosi, tra cui quelle di Ignazio di Loyola e Ippolito, erano contenuti in reliquari di legno e argento e in teche del prezioso metallo. Sono stati recuperati dai carabinieri del reparto operativo Tutela patrimonio culturale e dai militari della compagnia Cassia l'8 aprile scorso dopo 20 giorni di intenso lavoro investigativo. Per un'operazione di recupero andata a buon fine, altri furti sono rimasti invece avvolti nel mistero. Come quello di un'ostensorio d'oro con ostie consacrate rubato la notte del 23 marzo nella chiesa Madonna di Pompei nell'omonima piazza alla Magliana. Ma tra le sparizioni più sconcertanti, la più famosa resta quella, ancora insoluta, del Bambinello dell'Ara Coeli nel 1994. Un furto misterioso. I ladri, entrati indisturbati nel convento annesso alla chiesa alle spalle del Vittoriano, hanno prelevato la sacra statuetta per poi sparire senza lasciare traccia. L'opera resta ancora tra quelle più ricercate dalle forze dell'ordine. Un altro caso, questa volta a lieto fine, risale all'ottobre del 2004. Un ostensorio del '500 del valore di oltre un miliardo di vecchie lire trafugato dalla chiesa di Santa Maria in via Lata. Un pezzo unico in oro massiccio decorato da topazi, diamanti e ametiste, custodito in un armadietto della sacrestia. Un colpo studiato nei minimi particolari: l'originale è stato sostituito con una copia praticamente identica. Ma i ladri sono stati scoperti il giorno dopo dagli agenti del commissariato Trevi. E l'ostensorio recuperato dopo 72 ore dai carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale. Altro furto un paio d'anni prima nella chiesa di Santa Maria dell'Anima. Cinque tele del '700 di scuola Fiamminga sottratte dalla sacrestia dell'antico luogo di culto in pieno centro, a piazza Navona. Il valore delle opere d'arte, recuperate dai carabinieri del comando provinciale di Roma, si aggirava intorno ai 750 mila euro.
(Viviana Spinella- IL TEMPO)

07 aprile 2009

"Così posso prevedere i terremoti In Abruzzo ci sono 5 apparecchi"


Giampaolo Giuliani, il tecnico denunciato per procurato allarme dopo aver previsto che un terremoto di grande entità avrebbe potuto colpire la zona di L'Aquila, era stato intervistato il 24 marzo anche dal blog DonneDemocratiche.it . Nell'intervista, dopo aver raccontato com'è nato il suo apparecchio, aveva corretto la sua prima previsione, dicendo: "Mi sento di poter tranquillizzare i miei concittadini".
In un'altra intervista, rilasciata ad una tv locale, ora visibile su You Tube e sul sito di Repubblica.it, era stato più determinato e aveva detto che una rete di "precursori" potrebbe garantire una capacità predittiva di grande rilevanza umana e sociale.
Sulle sue dichiarazioni, che in queste ore fanno il giro dei mezzi di informazione, si sta scatenando una polemica, se è vero che l'Istituto di Geofisica e Vulcanologia ribadisce oggi in un comunicato ufficiale: "Si sottolinea la circostanza secondo la quale, allo stato attuale delle conoscenze, non è possibile realizzare una previsione deterministica dei terremoti (previsione della localizzazione, dell'istante e della forza dell'evento). Ciò è vero anche in presenza di fenomeni quali sequenze o sciami sismici che nella maggior parte dei casi si verificano senza portare al verificarsi di un forte evento. Una scossa quale quella che si è manifestata oggi viene normalmente seguita da numerose repliche, alcune delle quali probabilmente assai sensibili."
Nell'intervista a DonneDemocratiche, Giuliani specifica che il suo "precursore sismico" arriva ad anticipare il verificarsi di un terremoto fino a 6-24 ore prima.
La tecnica è basata sullo studio del "comportamento" dell'elemento chimico chiamato Radon. Ecco il racconto di Giuliani: "Nel 2001 stavamo osservando il misuratore di particelle cosmiche presso l'Istituto quando, in corrispondenza del terremoto in Turchia, rilevammo una quantità straordinaria, rispetto al solito, di radon. Così ho impiegato quasi 2 anni per realizzare da solo uno strumento in grado di rilevare il radon, iniziai ad osservarlo ed a studiarlo, e con l'aiuto di un sismografo mi resi conto che la concentrazione di radon aumentava in corrispondenza di un evento sismico. Nel 2002, ad esempio, in corrispondenza del terremoto di S. Giuliano, registrammo valori 100 volte maggiori alla norma, ma disponendo di 1 solo precursore sismico eravamo in grado di emanare un allarme per un evento sismico che distava più di 50 km da L'Aquila, senza poter fornire altre informazioni circa la collocazione o la direzione dell'evento stesso. Oggi con 5 precursori saremmo in grado di essere molto più precisi, triangolando i dati ed i segnali di concentrazione del radon"
Dopo aver fornito elementi utili sulle caratteristiche del Radon, Giuliani dice che il suo apparecchio non si trova nel campo della teoria, me ne esistono già cinque esemplari:" "I 5 Precursori sismici si trovano a Coppito, nel Laboratorio del Gran Sasso (ospite dell'INFN), presso la scuola De Amicis, a Fagnano e a Pineto; sono tutti a più di 3 metri sotto terra e in corrispondenza di un evento sismico rilevano nello stesso momento, lo stesso segnale creando un grafico perfettamente sovrapponibile."
Poi Giuliani entra nel merito degli allarmi che si sono verificati in Abruzzo e della sua previsione: "I dati ottenuti in questi 9 anni di studi, ci hanno consentito di rilevare un rischio sismico maggiore nel periodo invernale che va da novembre ad aprile. Senza voler banalizzare, ma per semplificare i concetti, posso aggiungere anche che l'attività sismica è strettamente correlata alle fasi lunari. In particolare quest'anno, il sistema Terra-Luna, si è venuto a trovare al Perielio (punto più vicino al Sole, in inverno) con la Luna nello stesso periodo alla minima distanza dalla Terra, e con il Pianeta Venere allineato, in fase di Venere piena anch'essa vicina. L'attrazione gravitazionale delle masse sulla Terra hanno intensificato l'effetto marea sul nostro pianeta, rendendo gli eventi sismici più rilevanti, rispetto agli altri sciami, cui siamo stati interessati negli anni precedenti. Mi sento di poter tranquillizzare i miei concittadini, in quanto lo sciame sismico andrà scemando con la fine di marzo."
Ma evidentemente il metodo non è ancora accettato uniformemente. Giuliani descrive così l'atteggiamento della comunità scientifica: "Mi osserva con interesse ... una parte mi da fiducia, come dimostra anche il Direttore dell'INFN che mi ha messo a disposizione un locale per ospitare uno dei 5 Precursori sismici; una parte è un po' più cauta e scettica."