30 aprile 2008

Assegni: da oggi nuove regole

Ecco le sei regole principali che l'Abi (Associazione bancaria italiana) ricorda ai clienti.

1) Gli assegni bancari, circolari o postali con un importo pari o superiore a 5.000 euro dovranno riportare la clausola "non trasferibile".

2) Chi vuole continuare ad utilizzare assegni in forma libera, per importi inferiori a 5.000 euro, può farlo con una richiesta scritta alla propria banca e per ciascun assegno rilasciato o emesso in forma libera senza la dicitura "non trasferibile" è previsto dalla legge il pagamento di un'imposta di bollo di 1,50 euro che la banca verserà allo Stato.

3) I vecchi carnet di assegni, emessi prima dell'entrata in vigore delle nuove misure, potranno essere usati fino al loro esaurimento, e per importi pari o superiori a 5.000 euro è necessario "'validarli" inserendo la clausola di "non trasferibilità".

4) Sugli assegni in forma libera ogni girata, pena la sua nullità, dovrà riportare il codice fiscale di chi la effettua.

5) Gli assegni intestati a "me medesimo" o "m.m" possono essere girati per l'incasso soltanto presso uno sportello bancario o postale, vengono considerati "non trasferibili" e possono essere incassati unicamente dall'emittente, che non può girarli ad altri.

6) Il saldo dei libretti di deposito al portatore non potrà essere pari o superiore alla somma di 5.000 euro. Per quelli in essere è prevista l'estinzione o la riduzione alla soglia stabilita dalla legge entro il 30 giugno 2009.

23 aprile 2008

Cia: la Corea aiuto' la Siria a costruire una centrale nucleare


Funzionari della Cia informeranno domani alcuni parlamentari americani che la Corea del Nord aveva aiutato la Siria a costruire un reattore nucleare, scrive oggi il Los Angeles Times, citando una fonte ben informata.
La Cia, verra' spiegato, ritiene che il reattore sarebbe stato capace di produrre plutonio per armi nucleari, ma che e' stato poi distrutto. Quest'ultima informazione appare riferirsi al raid aereo israeliano del 6 settembre in Siria che, secondo fonti giornalistiche mai confermate, servi' a distruggere un reattore nucleare costruito con l'aiuto di Pyongyang.
I funzionari della Cia diranno anche che Washington era da tempo preoccupata dei legami fra Damasco e Pyongyang, ma che solo grazie a prove ottenute l'anno scorso si era scoperto che l'impianto incostruzione in un'area remota della Siria era un reattore nucleare.
Le informazioni verranno rivelate sotto la copertura del segreto a diversi membri di commissioni del Senato e la Camera. L'amministrazione Bush rompe il suo lungo silenzio sui rapporti fra Damasco e Pyongyang proprio mentre tratta con la Corea del Nord per la fine del suo programma nucleare. Secondo una fonte del Senato, e' probabile che l'amministrazione Bush voglia mettere al corrente parte dei parlamentari prima di fare delle dichiarazioni pubbliche in materia.
Al momento in Corea del Nord si trova una delegazione americana che sta discutendo del rendiconto sull'attivita' nucleare che Pyongyang avrebbe dovuto consegnare entro la fine del 2007. Uno dei punti di frizione e' proprio la passata cooperazione nucleare con la Siria. Fonti americane avevano riferito due settimane fa che Washington si sarebbe accontentata di una dichiarazione in cui Pyongyang ammetteva l'esistenza delle preoccupazioni americane.
Alcuni esponenti dell'amministrazione Bush troverebbero pero' eccessivo questo ammorbidimento verso Pyongyang. Il passo successivo alla dichiarazione nordcoreana, dovra' essere la cancellazione della Corea del nord dalla lista degli Stati sponsor del terrorismo e la sua esenzione dalla legge per il Commercio con il nemico, con conseguente sollevamento delle sanzioni oggi in vigore.
Molti analisti, scrive il giornale californiano, ritengono che la notizia del reattore sollevera' qualche protesta sull'accordo con Pyongyang, ma che alla fine nessuno lo ostacolera' in mancanza di migliori alternative.

20 aprile 2008

Telecom e Agcom: nuova fregatura per gli utenti


In un comunicato stampa l'Aduc, Associazione di difesa di utenti e consumatori, ci informa in un comunicato stampa che i numeri speciali che gonfiano le bollette telefoniche non andranno in pensione. Dice l'Aduc "Telecom Italia comunica [1] che verranno riabilitati i numeri 892 utilizzati da societa' che forniscono informazioni sugli abbonati (quelli che hanno sostituito il vecchio numero 12).
Nei recenti provvedimenti l'Agcom [2] aveva previsto che anche gli 892, al pari di 899 e satellitari, potevano essere disabilitati. Inoltre, da giugno sarebbe scattato il blocco di tutti i numeri speciali, salva la possibilita' per gli utenti di richiederne l'abilitazione. Il contrario di cio' che e' successo finora. Ora, il principale gestore italiano, col placet dell'Autorita' delle Comunicazioni, riattivera' gli 892 senza nulla chiedere agli utenti, anche a quelli che avevano espressamente intimato al gestore la disabilitazione. E' facile prevedere che gli addebiti truffaldini, che negli ultimi tempi si erano concentrati su 899 e satellitari, si dirotteranno verso gli 892. Allora, perche' la riabilitazione automatica? Perche' non attendere che sia l'utente, che necessita di contattare un numero speciale, a richiederne la riabilitazione? E' l'ennesima conferma che questa Agcom e Telecom Italia se ne sbattono degli utenti, utenti che da anni si trovano a combattere contro la tassa delle bollette gonfiate, che sono tali anche per l'inazione della specifica Autorita'.
Il presidente dell'Agcom, Corrado Calabro', che tanto si vanta dell'aumentata concorrenzialita' del mercato della telefonia italiana, lo sa che basta una bolletta gonfiata per azzerare tutti i risparmi dovuti ad una tariffa ribassata? A Calabro' ricordiamo che in materia di bollette gonfiate ha fatto di piu' l'Antitrust [3] del suo collega Antonio Catricala' (ha almeno impedito a Telecom di staccare la linea agli utenti che non pagavano gli addebiti da satellitari) in pochi mesi, che l'Agcom in 10 anni. Il nuovo capo di Telecom, Franco Bernabe', che tanto insiste sul recupero del rapporto con la clientela, cosa ne pensa di questa mossa? Perche' Telecom non si e' opposta? A Bernabe' ricordiamo che un giudice di pace di Firenze ha scritto nero su bianco: le bollette telefoniche gonfiate dai numeri 899 e similari non sono frutto di un caso, ma dipendono anche da responsabilita' precise di Telecom Italia, che hanno a che fare coi reati di frode informatica, ricettazione e omessa denuncia. [4]

(fonte: comunicato stampa Aduc - www.aduc.it)
[1] http://www.aduc.it/dyn/tlc/noti.php?id=217306
e
http://www.187.alice.it/cgi-bin/di_187/di/187/jsp/demand/news/
vediNews.jsp?BV_UseBVCookie=Yes&oid=536918497
[2] http://www.aduc.it/dyn/tlc/comu.php?id=214617
[3] http://www.aduc.it/dyn/ricerca/?ricerca=
antitrust+satellitari&tipo=noti
[4] http://www.aduc.it/dyn/tlc/comu.php?id=215517

18 aprile 2008

SANITA': L'EX MINISTRO SIRCHIA CONDANNATO A 3 ANNI


L'ex ministro della Sanità Girolamo Sirchia è stato condannato a 3 anni di reclusione nell'ambito del processo milanese in cui è imputato insieme ad altre sette persone e una società per tangenti nel mondo della sanità. Per Sirchia l'accusa aveva chiesto 2 anni e 9 mesi di reclusione.
Cinque anni di interdizione dai pubblici uffici è la pena accessoria che oggi i giudici della quarta sezione penale del tribunale di Milano hanno inflitto all'ex ministro Girolamo Sirchia nell'ambito del processo su presunte tangenti nel mondo della sanità milanese. La condanna invece a tre anni di reclusione è coperta da indulto. I tre capi di imputazione per cui Sirchia è stato condannato non sono lontani dalla prescrizione.
Una sentenza "fuori dalla realtà e non condivisibile". Sono le prime parole a caldo dell'ex ministro della Salute, Girolamo Sirchia, condannato oggi a Milano a tre anni di reclusione, subito dopo la lettura del dispositivo in aula. "Sono ovviamente dispiaciuto perché malgrado le prove e le testimonianze portate ha prevalso il teorema dell'accusa. Ovviamente mi riservo di impugnare una decisione che reputo fuori dalla realtà". L'ex primario del Policlinico ha inoltre sottolineato che per lui è un dovere "rispettare quello che il Tribunale decide ma é anche un dovere - ha detto - difendere la mia onorabilità". Il professore, assistito dagli avv. Giovanni Maria Dedola e Paolo Grasso, si è detto comunque amareggiato per essere uscito da un processo con una condanna coperta da indulto e una pena accessoria legata a un preciso episodio che presto cadrà in prescrizione. Sirchia ha sempre sostenuto la sua innocenza e la sua estraneità ai fatti contestati.
Sono tre gli episodi per cui Sirchia è stato condannato dai giudici di Milano con le accuse di corruzione ed appropriazione indebita. Il primo riguarda un versamento di almeno 640 milioni di lire, in più tranche, dal 1996 al 2001, "attraverso la liquidazione di contratti di consulenza annuali stipulati con la società 'Janssen Cilag' a fronte dei quali emetteva fatture per prestazioni non realizzate". In cambio Sirchia, in qualità di primario del policlinico, avrebbe favorito in sede di aggiudicazione di appalti l'azienda 'gemella' della Janssen. In questo caso però la prescrizione copre il reato fino al 2000. Il secondo episodio, sempre di corruzione, riguarda il versamento datato primo febbraio 2000 di un assegno di 10 mila dollari da parte della Kawasumi (azienda produttrice e venditrice di sacche di sangue), su un conto svizzero di Sirchia e intestato a una fondazione a lui riconducibile e con sede in Liechtenstein. La ditta fornitrice di sacche di sangue a sua volta sarebbe stata favorita dall'ex primario, nell'aggiudicazione dell'appalto. L'ultima vicenda riguarda l'appropriazione indebita di circa 300 mila franchi svizzeri avvenuta in più tranche, dal gennaio 1998 al febbraio 2004, prelevati dal conto corrente della 'Fondazione Il Sangue' dall'ex ministro in qualità di segretario tesoriere della fondazione stessa. Per questo episodio Sirchia è stato condannato in concorso con il presidente del Cda della fondazione, Riccardo Ghislanzoni, al quale i giudici oggi hanno inflitto una pena a 7 mesi di reclusione e 700 euro di multa.

17 aprile 2008

TOGHE LUCANE: SEQUESTRATO COMPLESSO TURISTICO 'MARINAGRI'


I militari della guardia di finanza di Catanzaro hanno sequestrato il complesso turistico 'Marinagri' di Policoro (Matera) al centro di una inchiesta del sostituto procuratore Luigi De Magistris, sulle cosiddette 'Toghe Lucane'. Si tratta di un'indagine su un presunto comitato d'affari che avrebbe operato in Basilicata con la complicità di uomini politici, magistrati, professionisti e imprenditori.
Il provvedimento di sequestro del complesso turistico è stato emesso per urgenza dal sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, Luigi De Magistris. Il villaggio turistico Marinagri era stato già sequestrato il 3 marzo del 2007 su provvedimento del Gip del tribunale di Catanzaro, Antonio Rizzuti. Successivamente il 20 marzo 2007 i giudici del tribunale della libertà del capoluogo calabrese ne avevano disposto il dissequestro. Il sequestro preventivo del villaggio turistico fu adottato nell'inchiesta 'Toghe Lucane' nell'ambito della quale sono indagati il legale rappresentante della società Marinagri, Vincenzo Vitale; il responsabile della sicurezza della società, Pietro Gentili, ex responsabile della sezione di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Potenza, ed il procuratore della Repubblica di Matera, Giuseppe Chieco. Vitale, Gentili e Chieco sono indagati, in concorso, per il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Per Chieco si aggiunge l'ipotesi di abuso d'ufficio. Il provvedimento di sequestro adottato dal gip si basava sul presupposto che "il progetto per la costruzione del complesso turistico Marinagri abbia superato con modalità anomale una serie di ostacoli di carattere tecnico ed amministrativo, derivanti dai vincoli territoriali gravanti sull'area in cui è stato realizzato il villaggio". Il 22 ottobre del 2007 la Corte di Cassazione respinse il ricorso della Procura di Catanzaro contro l'ordinanza del Tribunale del riesame, che annullò il sequestro del complesso turistico.
La Guardia di Finanza ha fatto perquisizioni anche nell'abitazione e negli uffici di Nicolino Lopatriello, che due giorni fa è stato eletto sindaco di Policoro (Matera). Lopatriello - che alle amministrative ha capeggiato la coalizione di centrodestra - aveva ricoperto la carica di sindaco di Policoro anche nel periodo compreso tra il 2000 e il 2006.
Il 'Marinagri' è un villaggio turistico dal valore di 200 milioni di euro. La struttura comprende villette, posti barca, porticciolo, due alberghi, strutture sportive, sullo jonio lucano. L'inchiesta del sostituto procuratore di Catanzaro, Luigi De Magistris, riguarda l'acquisizione da parte della società "Marinagri" di alcune particelle di terreno e ad un cambio di destinazione. Secondo l'accusa, le costruzioni edilizie del grande villaggio turistico erano frutto di "atti amministrativi illegittimi, comportanti gravi rischi anche sotto il profilo idrogeologico e per la salute e sicurezza pubblica". La Marinagri, secondo l'accusa, avrebbe ottenuto dal Comune di Policoro il permesso a costruire la struttura turistica prima ancora che la società ne avesse acquisito la proprietà. La Procura di Catanzaro, inoltre, ipotizza anche delle irregolarità per la concessione di finanziamenti da parte del Cipe
L'abitazione del Presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, del Pd, è stata perquisita stamani dalla Guardia di Finanza nell'ambito dell'inchiesta Toghe Lucane, condotta dalla Procura di Catanzaro. Nell'ambito dell'operazione c'é stato stamattina il sequestro del complesso turistico Marinagri di Policoro. Nei confronti del presidente della Basilicata la Procura ipotizza il reato di abuso d'ufficio e truffa. Sono in corso altre otto perquisizioni, tutte in Basilicata, che riguardano secondo quanto si è appreso anche persone ritenute vicine all'ex sottosegretario ed attualmente parlamentare del Pd Filippo Bubbico. Perquisizioni - si è appreso a Catanzaro - sono in corso a Potenza in alcuni uffici della Regione Basilicata.(Ansa)

13 aprile 2008

Usa: la lista nera delle organizzazioni terroristiche


Il dipartimento di Stato Usa ha pubblicato la “lista nera” ufficiale delle organizzazioni terroristiche. In tutto ci sono 44 nomi, su ognuno dei quali è stato compilato un dossier, che viene costantemente aggiornato grazie alle informazioni dell’intelligence e a quelle provenienti dalle “fonti aperte”, cioè media internazionali, governi, ecc… Tra gli elencati l’organizzazione Abu Nidal (Ano), il gruppo Abu Sayyaf, le Brigate dei martiri di Al-Aqsa, Al-Shabaab, Ansar al-Islam, i Gruppi armati islamici (Gia), Asbat al-Ansar, Aum Shinrikyo, il Fronte per l’Indipendentismo basco (Eta), il Partito comunista filippino (Cpp/Npa), l’Ira irlandese, la Gama’a al-Islamiyya, Hamas, l’Harakat ul-Jihad-i-Islami/Bangladesh (Huji-B), l’Harakat ul-Mujahidin (Hum), Hezbollah, la Jihad islamica, il Movimento islamico dell’Uzbekistan (Imu), Jaish-e-Mohammed (Jem), la Jemaah Islamica, al-Jihad (Egyptian Islamic Jihad), Kahane Chai (Kach), il Kongra-Gel (ex Pkk), Lashkar-e Tayyiba (Lt), Lashkar i Jhangvi, le Tigri del Tamil, il gruppo Islamico libico di combattimento, il gruppo Combattente islamico del Marocco, i Mujahedin-e Khalq, l’Esercito di liberazione nazionale colombiano, il Fronte per la Liberazione della Palestina, la Jihad islamica palestinese, il fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, le Brigate Tanzim Qa'idat al-Jihad fi Bilad al-Rafidayn (ex Jama'at al-Tawhid wa'al-Jihad, il network di Musab al Zarqawi in Iraq), al Qaeda, al Qaeda nel Maghreb, il Real Ira irlandese, le Farc colombiane, i Revolutionary Nuclei e la Revolutionary Organization 17 November greci, il Revolutionary People’s Liberation Party/Front turco, Sendero Luminoso e le Unità di autodifesa colombiane.

In caso Washington volesse aggiungere alla lista altri nomi o rivedere le posizioni di qualcuno già presente nell’elenco, il segretario di Stato, quello del Tesoro e il Procuratore generale degli Usa dovranno inviare al Congresso le loro proposte, che potranno però essere ritirate entro sette giorni. Concluso questo periodo e se non ci saranno obiezioni dal Senato, le indicazioni diverranno provvedimenti esecutivi in quanto saranno pubblicate nel Registro federale. Comunque, ogni organizzazione ha la facoltà di rivolgersi alla Corte di Appello (entro 30 giorni da che il suo nome venga inserito nel Registro) per chiedere la cancellazione. In questo caso verrà istituito un processo federale. Per essere inserito nella lista nera, invece, un soggetto deve aver condotto attività terroristica o averne comprovata intenzione. Inoltre, è necessario che questo rappresenti una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, per i cittadini Usa e per gli interessi americani nel mondo. Nella definizione di terroristi, peraltro, non rientrano solo chi compie azioni “violente”, ma anche coloro che forniscono supporto alle organizzazioni di fondamentalisti, tradotto come finanziamenti, expertise in particolari campi, la preparazione e la distribuzione di documenti falsi e il reclutamento. Le uniche azioni non imputabili, infine, sono il supporto religioso e quello medico.
(Francesco Bussoletti)

12 aprile 2008

Serena Mollicone, brigadiere “suicida”


La morte del brigadiere Santino Tuzzi, trovato privo di vita nel primo pomeriggio di ieri nelle campagne di Arce, per un suo amico intimo non è collegabile ad un gesto insano. "E' stato ucciso, non si è sparato - ha detto Marco Malvani, davanti alle tante telecamere delle tv locali presenti -. Era a conoscenza di cose importanti riguardo l'omicidio di Serena Mollicone. Me ne aveva parlato più volte e per questo era stato trasferito. Santino l'ho incontrato un'ora prima che venisse ritrovato privo di vita con quel colpo al petto. Ci siamo incrociati con la macchina, mi ha salutato e lampeggiato. Un uomo che va ad uccidersi non si comporta così. Mi aveva anche confidato del modo come il famoso telefonino in casa di Serena era dapprima scomparso e poi ricomparso. Sapeva troppe cose di quella storia. Povero amico mio. Ha pagato lui per colpa di altri. E' ora che la verità venga finalmente a galla. Per la sua memoria e per quella di Serena".
Lo sfogo dell'uomo è stato raccolto dai tanti giornalisti presenti ma non viene assolutamente confermato dalla Procura di Cassino. Lapidario e secco il commento del procuratore capo, Giovanni Francesco Izzo: "Un suicidio, purtroppo una decisione volontaria di togliersi la vita per motivi personali. Chi sostiene che possa questo gesto essere collegato alla morte di Serena, dice una infamita'". Il brigadiere Tuzzi, stando ad alcune indiscrezioni, sarebbe stato ascoltato a sommaria informazione dai colleghi del reparto operativo provinciale che da otto mesi hanno riaperto le indagini. Il militare avrebbe fornito alcuni chiarimenti riguardo alcuni verbali.
Nel luogo in cui il brigadiere dei Carabinieri che per vent'anni ha prestato servizio ad Arce e da soli quattro mesi era stato trasferito nella vicina Fontana Liri si sono recati in tanti, avevano stima e conoscevano Santino Tuzzi. Il militare è stato ritrovato privo di vita all'interno della sua Fiat Marea da alcuni passanti. L'auto era parcheggiata proprio davanti la diga Enel, nei pressi del fiume Liri, ai confini del comune di Arce con quello di Monte San Giovanni Campano. I rilievi sono stati effettuati dai Carabinieri del Reparto operativo provinciale. Sul posto il comandante provinciale, il colonnello Luigi Sparagna ed il magistrato di turno alla Procura di Cassino. La salma del brigadiere è stata trasferita presso l'obitorio di Arce.