02 novembre 2010

C’è la necessità di un Albo Professionale


A Roma c’è già sul tavolo un disegno di legge
C’è voglia di albo professionale. Oddio, un’altra casta, un’altra categoria di protetti in Italia, si preoccuperà qualcuno. In realtà, gli Ordini Professionali, poiché tali, non fanno danni. Anzi, dovrebbero proprio dare garanzie in più ai cittadini. Semmai, i danni derivano da come sono gestiti,
dalle tutele per alcuni e non per altri, per esempio. Di pulizia e di ordine c’è voglia pure nel settore investigativo. A Roma c’è pronto un disegno di legge. Intanto, però? Un modenese, Riccardo Umberto Buonocore, titolare di un’agenzia investigativa in città, si sta dando molto da fare, spinto, soprattutto, dall’essere una persona che ama, e crede fortemente nella professione che svolge. “Sono stato ben lieto - spiega Buonocore - di accettare l’incarico di segretario nazionale, affidatomi dai soci di un’associazione di categoria: la “Italdetectives Association”, con sede legale in viale Vasco De Gama n. 125, a Roma”. La neonata Italdetectives è stata fondata da alcuni investigatori privati. Lo scopo principale è dare voce alla categoria. “Caduta nel dimenticatoio per troppo tempo - attacca Buonocore – basti solo pensare che le leggi che la disciplinano risalgono agli anni Quaranta. Il nostro primo intento è, fino a quando non l’avremo, batterci per ottenere un albo professionale, sia per gli investigatori privati, sia giudiziari”. Due i motivi fondamentali di questa lotta. “Primo - spiega Riccardo Umberto Buonocore – dare un punto di riferimento a tutti noi “vecchi” professionisti del settore. Che, spesso, ci ritroviamo, ancora oggi, a destreggiarci con nuove normative che regolano il mestiere dell’investigatore. Magari le sappiamo attraverso un banale “passaparola”. Senza dimenticarci dei molti giovani, che sì, sono desiderosi d’intraprendere la professione d’investigatore, ma non sanno dove, e a chi, rivolgersi. Il secondo motivo è fornire un punto di riferimento, ma, soprattutto, una sicurezza al cittadino che desidera avvalersi della figura dell’investigatore, sia privato e/o giudiziario. E che, proprio a causa dell’inesistenza di un albo professionale, frequentemente incorre in pseudo detective. Oserei persino dire ciarlatani. Che “vendono” i loro servizi - termina Buonocore – attraverso le forme di comunicazione più disparate, non ultimo utilizzando internet, che permette di eludere qualsiasi forma di controllo”.

Clandestinità, minori e la concorrenza sleale


E’ l’allarme dell’investigatore Umberto Riccardo Buonocore
Clandestinità, minori, aree a rischio e concorrenza sleale. Temi bollenti, messi sul tavolo di un investigatore modenese, che non si è tirato indietro. Ne è uscito così un faccia a faccia che ci permette di svelare particolari pure inquietanti, che dovrebbero fare riflettere più di qualcuno. Umberto Riccardo Buonocore è il titolare della “Eagle & Fox Investigazioni S.a.s.” di Modena, attiva in tutta Italia. Va all’attacco Buonocore, pure segretario nazionale dell’associazione “Italdetectives”. Non risparmia accuse a suoi presunti “colleghi”, come pure a chi dovrebbe contrastare il fenomeno della clandestinità in città.
Lo stato attuale della sicurezza a Modena e in provincia.
“Purtroppo, il nostro territorio è fortemente minacciato dalla presenza di un elevato tasso di clandestinità. Di contro, c’è un ridotto controllo da parte delle Forze dell’Ordine, soprattutto nelle cosiddette “zone calde”.
Quali sono, quindi, le aree più a rischio?
“In città sono diverse. In particolare ricordo via Emilia Ovest e Centro, via Canaletto, Piazzale Cittadella, Novi Sad, viale Martiri della Libertà, Strada Vignolese (direzione San Damaso), via Emilia Est (direzionale Toscanini), la zona industriale, l’Ipercoop Grandemilia, Villanova e via Giardini”.
Quali le azioni da intraprendere per migliorare la realtà?
“Bisogna utilizzare al massimo tutte le Forze Armate. Intendo anche gli uomini dell’Esercito presenti nel comune di Modena, dietro la guida degli operatori facenti parte della Polizia di Stato”.
Che servizi le sono richiesti e cosa si fa, in particolare, per evitare pericoli e guai ai minorenni?
“Nell’ambito del campo investigativo, negli ultimi anni, il controllo dei minori ha preso molto piede. L’investigatore privato, spesso, è alle prese con genitori che, ormai sopraffatti dai cambiamenti repentini della società, non si sentono
in grado di controllare i figli. Il servizio più richiesto è il monitoraggio del minorenne che “naviga” sul web, soprattutto nei social network. Molto gettonati pure l’osservazione ravvicinata degli ambienti e delle persone frequentate”.
Nel suo ramo di attività lavorativa c’è, anche a Modena, un po’ di confusione, fra permessi e autorizzazioni. Perché?
“Primo fra tutti, la mancanza, a oggi, di un albo professionale per la categoria dell’investigatore privato. Conseguentemente ci sono dei “personaggi” che, nel territorio modenese, s’improvvisano investigatori, pur essendo privi delle Licenze Prefettizie necessarie. Esercitando così un illecito. Non basta. Si verificano anche degli illeciti svolti da investigatori privati, sì in possesso di autorizzazione del Prefetto, che però esercitano la professione violando il regolamento”. Tra i servizi maggiormente richiesti dai modenesi a Bonocore troviamo la tutela della famiglia, l’infedeltà, il controllo agli accessi, le indagini penali e civili, il monitoraggio dei minori, come visto, le bonifiche ambientali, l’antitaccheggio, la sicurezza informatica e, infine, la security.