
A Roma c’è già sul tavolo un disegno di legge
C’è voglia di albo professionale. Oddio, un’altra casta, un’altra categoria di protetti in Italia, si preoccuperà qualcuno. In realtà, gli Ordini Professionali, poiché tali, non fanno danni. Anzi, dovrebbero proprio dare garanzie in più ai cittadini. Semmai, i danni derivano da come sono gestiti,
dalle tutele per alcuni e non per altri, per esempio. Di pulizia e di ordine c’è voglia pure nel settore investigativo. A Roma c’è pronto un disegno di legge. Intanto, però? Un modenese, Riccardo Umberto Buonocore, titolare di un’agenzia investigativa in città, si sta dando molto da fare, spinto, soprattutto, dall’essere una persona che ama, e crede fortemente nella professione che svolge. “Sono stato ben lieto - spiega Buonocore - di accettare l’incarico di segretario nazionale, affidatomi dai soci di un’associazione di categoria: la “Italdetectives Association”, con sede legale in viale Vasco De Gama n. 125, a Roma”. La neonata Italdetectives è stata fondata da alcuni investigatori privati. Lo scopo principale è dare voce alla categoria. “Caduta nel dimenticatoio per troppo tempo - attacca Buonocore – basti solo pensare che le leggi che la disciplinano risalgono agli anni Quaranta. Il nostro primo intento è, fino a quando non l’avremo, batterci per ottenere un albo professionale, sia per gli investigatori privati, sia giudiziari”. Due i motivi fondamentali di questa lotta. “Primo - spiega Riccardo Umberto Buonocore – dare un punto di riferimento a tutti noi “vecchi” professionisti del settore. Che, spesso, ci ritroviamo, ancora oggi, a destreggiarci con nuove normative che regolano il mestiere dell’investigatore. Magari le sappiamo attraverso un banale “passaparola”. Senza dimenticarci dei molti giovani, che sì, sono desiderosi d’intraprendere la professione d’investigatore, ma non sanno dove, e a chi, rivolgersi. Il secondo motivo è fornire un punto di riferimento, ma, soprattutto, una sicurezza al cittadino che desidera avvalersi della figura dell’investigatore, sia privato e/o giudiziario. E che, proprio a causa dell’inesistenza di un albo professionale, frequentemente incorre in pseudo detective. Oserei persino dire ciarlatani. Che “vendono” i loro servizi - termina Buonocore – attraverso le forme di comunicazione più disparate, non ultimo utilizzando internet, che permette di eludere qualsiasi forma di controllo”.
