29 giugno 2010

Roma: investigazioni private illecite, chiesti 29 rinvio a giudizio


Roma, 28 giu. (Apcom) – Agenzie investigative senza scrupoli, con uomini capaci di violare leggi e regolamenti pur di acquisire tutte le informazioni utili e richieste. E’ un quadro a tinte fosche quello che emerge dalle accuse ipotizzate a carico di 29 persone, tra detective privati, funzionari dell’agenzie delle entrate, impiegati. La procura di Roma, l’aggiunto Pietro Saviotti, ha chiesto il rinvio a giudizio. Il gup Giovanni De Donato, vaglierà le diverse posizioni nelle prossime udienze del 13 e del 20 luglio.
I principali soggetti coinvolti facevano riferimento alla agenzia ‘Professional Detective’ che aveva sede all’Aquila. Secondo l’ufficio dell’accusa “si associavano tra loro al fine di svolgere investigazioni illegali mediante continuativi trattamenti illeciti di dati personali, interferenze illecite aggravate nella vita privata, corruzioni di pubblica amministrazione e di incaricati di pubblico servizio, per atti contrari ai doveri di ufficio, rivelazioni e utilizzazioni di segreti d’ufficio, falsità ideologiche commesse dal provato in atto pubblico, false testimonianze e intralcio alla giustizia”.
La maggior parte degli imputati erano anche citati nell’ordinanza di custodia cautelare emessa nel maggio del 2008 dal gip Marco Patarnello, che portò in carcere 17 persone tra amministratori e collaboratori di agenzie investigative di Roma, Torino, l’Aquila e Arezzo. Il procuratore Saviotti contesta i reati di associazione a delinquere finalizzata all’accesso abusivo in sistemi informatici, installazione illecita di apparati di intercettazione, captazione abusiva di conversazioni e trattamento illecito dei dati personali (violazione della privacy).
Le informazioni riservate venivano acquisite grazie a pubblici ufficiali che avevano accesso a banche dati (anagrafe tributaria, forze di polizia, società di telefonia). Tra gli indagati figurano anche due legali, interessati a ‘costruire’ false testimonianze da utilizzare in procedimenti giudiziari. Le vittime delle attività illecite sono oltre 60. Molti di loro sono stati protagonisti di conversazioni captate con i metodi di intercettazione più disparati.
Le tariffe per avere informazioni su un tabulato telefonico potevano andare da 150 a 600 euro. Nel caso di una donna sono state acquisite ed elaborate “ai fini di ricatto per prestazioni sessuali, immagini fotografiche e riprese idonee a screditarla”. E per farlo non c’è stato limite. Violando il sistema della Agenzia delle entrate e tramite videocamere piazzate in apparecchi tv e computer. Gli accertamenti erano stati avviati dopo la denuncia di un cittadino che, rivolgendosi ad un elettrauto per chiarire i motivi per cui la batteria della sua auto si scaricava in continuazione, scoprì che questa alimentava una microspia collocata all’interno dell’abitacolo.

19 giugno 2010

Politici con l'incubo delle corna


Tra gli addetti del settore circola un motto: «In America per ogni nuovo nato c'è già pronto un avvocato e un investigatore privato». Indagini su affari e patrimonio sono all'ordine del giorno al di là dell'Oceano. Una moda mutuata negli ultimi anni in Italia, ma adattata al profilo del Belpaese. Politica e famiglia. Dall'intreccio di questi due tratti caratterizzanti nascono i casi sul tavolo degli Sherlock Holmes di casa nostra. Destra, centro o sinistra, cambia poco o nulla: i politici di mestiere vanno a caccia di segreti inconfessabili che riguardano consorte e figli. Episodi potenzialmente compromettenti, verità scomode che potrebbero esplodere da un momento all'altro se sfuggite al controllo, casi poco limpidi sotto il profilo morale, se non del tutto illeciti, capaci di minacciare l'immagine di integrità indossata in ambito pubblico.
«Le richieste di indagine su mandato dei parlamentari nazionali, così come dei rapprensentanti locali, sono in deciso aumento - spiega Miriam Tomponzi, dell'omonima casa di investigazioni -. In percentuale pariamo del 30-40 per cento in più negli ultimi anni. Dato che accomuna l'Italia agli Stati Uniti e ad altri Paesi europei come Francia, Germania e Spagna. Infedeltà coniugali, patrimonio, ma soprattutto i comportamenti dei figli sono i temi che più tolgono il sonno ai responsabili della cosa pubblica». Lontani da casa per 4-5 giorni a settimana se eletti in collegi distanti dalla Capitale, poco presenti nella vita domestica quando i lavori d'Aula impongono repentine accelerazioni: il mestiere del politico può rischiare di sfilacciare i rapporti familiari. Quando poi il dialogo diventa una chimera, l'unico modo per conoscere di cosa è fatta la giornata di moglie, marito e figli è rivolgersi all'investigatore privato. «È quasi inevitabile - continua Tomponzi - quando la moglie lavora fuori casa e i figli sono lasciati sempre più soli. La preoccupazione maggiore è per la diffusione di alcol e droghe tra i giovani, soprattutto tra quelli dei ceti più benestanti».
Se i figli sono minorenni, poi, l'ansia del controllo a tutti i costi sale sempre di più. Un interesse che può apparire più utilitaristico che affettivo, quando Miriam Tomponzi, che da quando è in attività ha seguito un migliaio di casi del genere, arriva ad affermare: «A livello privato, i politici sono più esposti ai ricatti derivanti da scandali familiari». Lo conferma Bernardo Ferro, fondatore dell'agenzia La segretissima e presidente della neonata associazione Italdetectives: «I figli dei politici vengono messi sotto la lente d'ingrandimento, per sapere tutto sui loro comportamenti o il giro di amicizie che, se sbagliate, potrebbero nuocere all'immagine pubblica del genitore. Un controllo per non essere poi attaccati».
Ferro: «Curiosità bipartisan ma a sinistra spendono di più»
«Quando nel 2006 Barbara Berlusconi fu fotografata da Corona fuori da una discoteca e il padre pagò per non veder pubblicate quelle foto - spiega Bernardo Ferro - Da allora molti politici si sono rivolti a noi per sapere cosa fanno i figli nel loro tempo libero. È una curiosità bipartisan, ma diciamo che quelli di sinistra arrivano a spendere più soldi». Le richieste che finiscono nei fascicoli dei detectives sono le più classiche: dove va il ragazzo la sera, che locali frequenta, beve alcol, assume droghe, frequenta giri poco raccomandabili? I figli spiati hanno tra i 15 e i 16 anni, ma non mancano casi di interesse per la prole dai 18 anni in su. I metodi di investigazione vanno dal pedinamento classico effettuato per tre o quattro week end di fila, al supporto fotografico e video. «Dall'inizio dell'anno ho già trattato quattro casi del genere - continua Ferro - commissionati da qualche sottosegretario nazionale ma anche da politici locali». E se invece fosse il politico a tradire? «La domanda ci viene posta sempre più spesso dalle mogli o dai mariti dei partner più famosi - spiega Miriam Tomponzi - Per loro l'infedeltà è più a portata di mano, e così ci capita anche di dipanare i sospetti dei familiari su storie di tradimenti». Ma non c'è solo la famiglia a mettere in allarme ministri, parlamentari e consiglieri locali: anche il lavoro a volte necessita di maggiori controlli. E così gli Sherlock Holmes si rimboccano le maniche per la bonifica degli uffici o dei siti dove si devono tenere incontri particolari. «È un servizio di routine - spiega l'investigatore - In un anno compiamo da 20 a 30 bonifiche ambientali». (Viviana Spinella - Il Tempo)